Descrizione
Sospeso l’iter del progetto. Il sindaco Cecchelli: “Un passo importantissimo nella direzione che abbiamo sempre auspicato: siamo favorevoli alle energie rinnovabili, ma restiamo contrari a impianti altamente impattanti dal punto di vista paesaggistico e ambientale”
San Giuliano Terme, venerdì 17 aprile 2026 – “Le informazioni acquisite indicano che il progetto determinerà incidenza negativa significativa nei riguardi della Zsc Monte Pisano”, ovvero della Zona speciale di conservazione a cavallo tra le province di Pisa e Lucca, parte della rete europea Natura 2000, il principale strumento Ue per la conservazione della biodiversità Traduzione: l’iter del maxi-impianto fotovoltaico da 15 ettari nella piana di San Giuliano Terme, lungo la via del Brennero, è sospeso. Motivo: la Valutazione d’incidenza ambientale (Vinca) preliminare, propedeutica all’installazione di impianti fotovoltaici all’interno o nelle immediate vicinanze di un’area naturale tutelata (come, appunto, una Zsc), è stata bocciata dalla Regione Toscana, con decreto di martedì scorso (14 aprile), accompagnata da tre pagine fitte di osservazioni negative e richieste d’integrazione. La Vinca preliminare era stata richiesta dalla conferenza dei servizi convocata nell’ambito della Procedura abilitativa semplificata (Pas) del comune di San Giuliano Terme.
“Si tratta di un passo importantissimo nella direzione che l’amministrazione comunale, insieme ai cittadini, ha sempre chiesto e auspicato, sia per gli effetti concreti, dato che per ora l’iter del progetto si ferma, che per le motivazioni – spiega il sindaco di San Giuliano Terme Matteo Cecchelli – in quanto il decreto dell’amministrazione regionale fa proprie tante delle preoccupazioni che abbiamo più volte espresso in merito all’impatto ambientale e paesaggistico di un impianto di tali dimensioni in un’area agricola a due passi da una zona speciale di conservazione tutelata dall’Ue” .
Al riguardo le osservazioni del decreto regionale sono articolate e dettagliate. Nello specifico, nella Vinca della Trina Solar, il colosso del fotovoltaico che ha proposto il progetto “non è stato affrontato il rapporto ecologico fra l’area Zsc Monte Pisano e l’area di pianura che costituiva il Padule di Asciano, ormai bonificato ma ancora innervato di canali e rii oggi ricchi di specie animali, avifauna in particolare” si legge nelle motivazioni del decreto. Non sono neppure descritti i “i valori e le peculiarità naturalistiche connesse alla conservazione della biodiversità”: nel dettaglio mancano “dati qualitativi sulla biodiversità del sito che possono scaturire solo da una completa campagna di analisi e di rilievi di monitoraggio sistematici effettuati con chiari parametri scientifici”. Tanti nodi ancora da sciogliere anche per quel che riguarda “la problematica del disturbo visivo all’avifauna causata dal riflesso prodotto dai moduli fotovoltaici che saranno installati” dato che “non è specificato se saranno adottate soluzioni in grado di minimizzare tale fenomeno, i cui meccanismi comprendono, ad esempio, l’attrattività per gli uccelli migratori insettivori a causa della maggiore abbondanza di prede a loro volta attratte dalla luce riflessa, o per le specie acquatiche migratrici, dalle quali i pannelli riflettenti possono essere percepiti come corpi d’acqua”. Sostanzialmente bocciate anche “le opere di mitigazione proposte” che “risultano limitate e non idonee a garantire una reale diversificazione ambientale”.
Beninteso, la parola “fine” non è ancora scritta perché “il proponente – conclude il decreto della Regione Toscana – ha facoltà di presentare un’istanza di Valutazione Appropriata, corredata di studio d’incidenza ambientale”. In pratica un altro documento, in cui ,però, dovranno trovare risposta convincente le numerose osservazioni formulate dai tecnici dell’amministrazione regionale. “Continueremo a vigilare e a monitorare la situazione – conclude Cecchelli – ribadendo la nostra contrarietà all’edificazione di queste infrastrutture altamente impattanti, garantite da leggi governative che vanno contro le comunità locali, scavalcando le amministrazioni comunali e creando preoccupazione tra i cittadini, le attività produttive e commerciali. Restiamo, invece, favorevoli al ricorso delle energie rinnovabili, purché partano da principi che guardino alla sostenibilità, al rispetto delle regole locali e che non siano imposte con leggi che creano un’aggressività economica del mercato che poi ricade sulla qualità ambientale e paesaggistica”.